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La prima falla di Android

C'è una falla in Android e non esiste ancora un patch, nonostante Google e gli scopritori stiano già lavorando instancabilmente per risolverla.

Charlie Miller, Mark Daniele e Jake Honoroff, esperti di sicurezza di Indipendent Security Evaluator, hanno il merito di aver segnalato la prima vulnerabilità del Googlefonino, che proprio in questi giorni T-Mobile sta iniziando a distribuire nella variante nota come Htc G1.

I dettagli non sono ancora stati resi noti: Google preferisce che prima venga realizzato e distribuito un aggiornamento di sicurezza e che solo dopo si divulghino tutte le informazioni sull'exploit. Per ora, quindi, gli utenti di G1 devono solo stare molto attenti.

Ad essere colpito è il browser: il pericolo potrebbe dunque essere rappresentato dall'installazione di un programma che raccolga password e informazioni personali.

In realtà, la situazione non è poi così grave: è vero che c'è una falla, ma la struttura di Android, basata sulle sandbox, garantisce cominque una certa protezione contro i malintenzionati che vorrebbero sfruttarla.

Se anche qualcuno riuscisse a installare un software malevolo all'insaputa del padrone del telefonino, non sarebbe tutto il sistema a essere in pericolo: ogni applicazione gira "sigillata" in una sandbox, separata dalle altre.

Secondo Miller questa falla esiste perché Google ha usato una vecchia versione di uno dei componenti open source di Android, affetto da una vulnerabilità.
Si ripete, insomma, la storia del Webkit buggato di Chrome.







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